La psicoterapia: luogo di incontro con se stessi

Spesso le persone che scelgono di intraprendere un percorso di psicoterapia pongono un interrogativo lecito e condivisibile rispetto a ciò che può cambiare nella loro vita.

Lo chiedono nonostante la fiducia nei confronti di questa modalità di cura.

Le domande sono tutte significative e come tali meritano tutte attenzione e tempo.

In questo articolo scelgo di dedicare una riflessione personale su questo specifico interrogativo dicendo quello che sono solita dire a chi mi rivolge questa domanda:≪Intraprendere questo percorso non servirà a cambiare nulla di ciò che sta fuori da questa stanza. Nulla, a parte il tuo modo di incontrare gli altri e te attraverso loro≫.

L’ incontro dunque rappresenta la parola chiave di questa riflessione. Principio di vita e principio di cura, l’incontro può rappresentare il più dolce o il più amaro dei momenti vissuti.

Una poesia di uno dei poeti del ‘900 da me preferiti recita così: “Un giorno da qualche parte, in qualche posto inevitabilmente ti incontrerai con te stesso. E questa, solo questa, può essere la più felice o la più amara delle tue giornate”. (Pablo Neruda)

Spesso le maggiori difficoltà delle persone sono proprio relative agli incontri: con il partner, con i figli, con i colleghi presso l’ambiente lavorativo e con se stessi!

Per  “capacità di incontrare” mi riferisco non ad una competenza ma alla possibilità di conoscere così bene noi stessi tanto da sentirci predisposti ad arricchirci attraverso l’incontro con l’altro.

Se proviamo a riflettere ci accorgeremo che ogni incontro è unico e la sua unicità è data dalla combinazione che i soggetti coinvolti determinano.

Scrivo queste riflessioni dedicando particolare attenzione alla chiarezza dell’esposizione del mio pensiero perchè lo propongo a Te che leggi!

Chi legge mi sta incontrando e nel rispetto di questo “incontro” investo il mio tempo e la mia attenzione.

Chissà, forse avremo modo di conoscerci personalmente e avrai la possibilità di integrare la conoscenza che hai fatto del mio pensiero con la conoscenza della mia persona.

Ci sono nuclei così intimi e nascosti che solo attraverso la sollecitazione di un incontro si attivano e ci comunicano qualcosa di importante e di esclusivo.

“Incontriamoci per un caffè” suona come una proposta amichevole in cui si esprime senza filtri la proposta di un incontro in una situazione informale. Quante volte però si esce delusi da quell’invito solo perché abbiamo constatato che l’altro non aveva intenzione di incontrarci ma aveva soltanto bisogno di un ascoltatore!

Abbiamo tutti necessità di essere ascoltati ma legittimarsi in questo bisogno ci renderà più empatici nei confronti di coloro verso i quali rivolgiamo la nostra richiesta.

Incontrare per conoscere meglio se stessi è più impegnativo ma rappresenta un obiettivo importante nel percorso di crescita personale.

Come donna e come mamma, prima ancora che come psicoterapeuta, credo che sia di fondamentale importanza conoscere bene se stessi per poter rendere l’incontro un valore aggiunto.

Nella mia personale esperienza ho sempre cara la frase che la dottoressa Leslie Leonelli mi disse ormai tanti anni fa, all’inizio del mio percorso terapeutico con lei, e che condivido con chi sta leggendo questo articolo: ≪Prima di incontrare me in questo studio, incontrerai te stessa e questo più di tutto ti renderà capace di ascoltare in modo attivo chi si confronterà con te≫.

È grazie all’incontro con lei che ho imparato a conoscere il mio “copione di vita” e solo grazie a questo ho potuto intervenire cambiando e migliorando quei nuclei che ostacolavano il raggiungimento di una piena serenità.