Il valore delle emozioni

Le emozioni sono tante e tutte utili e funzionali !

Il loro compito è, prima di tutto, quello di portarci informazioni riguardo a ciò che sta accadendo in noi.

Le emozioni sono segnali, campanelli di allarme. La cultura e l’educazione, a volte, fanno sì che alcune emozioni vengano accolte e legittimate e altre no.

La rabbia, per esempio, viene spesso reclusa in un angolino e non le viene dato il permesso di esprimersi. Così facendo nasce sempre più la paura per quelle sollecitazioni interiori evocate da quella determinata emozione. Quello che prevarrà sarà dunque una sensazione di confusione, disorientamento.

Il vero segnale che quella “rabbia” avrebbe voluto portarci si è perso. É come se, privando noi stessi della possibilità di sperimentare la gamma di emozioni che stanno a nostro servizio, ne alterassimo la reale funzione.

“Sperimentare” da bambini è molto naturale e gli adulti in tal senso hanno un compito fondamentale.

Quando una bimba si arrabbia, per esempio, andrebbe aiutata a capire il valore di ciò che le sta accadendo e andrebbe incoraggiata a sperimentare la “misura” di quella espressione. Un esempio potrebbe essere quello di aiutarla a verificare che se batte i pugni contro un cuscino lei starà meglio e il cuscino non si farà male.

Dare valore alle emozioni e imparare ad accoglierle e a gestirle ci regala armonia e ci rende capaci di entrare in comunicazione con noi stessi e con gli altri.

Per “incontrare” gli altri occorre esercitare una delle funzioni più preziose e importanti: l’ascolto!

Ascoltare con empatia è un dono ma anche il frutto di un percorso fatto di consapevolezza e allenamento.

Molti dei nostri problemi relazionali nascono da questa difficoltà.

In questo frammento  di Inside Out c’è una descrizione perfetta della funzione efficace dell’ascolto empatico  e del valore di tutte le emozioni, compresa Tristezza!

Il modello psicodinamico

 

E’ un modello che trae origine dalla psicoanalisi classica ma che integra al suo interno concetti ed aspetti appartenenti a diverse teorie e modelli psicologici, e che pone l’accento sugli aspetti interpersonali e relazionali (relazioni oggettuali) dell’individuo.

La psicoterapia ha due grandi obiettivi: il primo è CONOSCERSI, il secondo è produrre un CAMBIAMENTO.

 

Psicoterapia EMDR

<<Per guarire, la nostra mente mette in campo le proprie risorse. Perché, così come siamo dotati di un sistema immunitario che provvede a guarire le ferite fisiche, vi è anche un naturale e saggio sistema di riparazione delle ferite dell’anima. Gli eventi traumatici, in questi casi, non vengono cancellati ma rielaborati in modo adattivo, permettendoci di andare avanti spesso con risorse aggiuntive che ci serviranno per affrontare altre difficoltà. Il passato, in questi casi, resta nel passato e noi possiamo proseguire sul cammino della vita. Quando un trauma rimane irrisolto, invece, diventa parte di un circolo vizioso di pensieri, emozioni e sensazioni corporee disturbanti. Si è visto che i ricordi traumatici sono immagazzinati nel cervello in modo differente dai ricordi non traumatici. I primi si collocano soprattutto nell’emisfero destro, separati dai ricordi positivi come se fossero congelati in uno spazio e tempo diversi dal resto dei nostri vissuti. Qui continuano ad agire ma queste cicatrici sono in realtà il ricordo di ciò che è successo.>>

<<L’EMDR (dall’inglese Eye Movement Desensitization and Reprocessing, Desensibilizzazione e rielaborazione attraverso i movimenti oculari) è un trattamento psicoterapeutico scoperto nel 1989 dalla psicologa americana Francine Shapiro. Utilizzato in origine per alleviare lo stress associato ai ricordi traumatici ha ricevuto negli anni abbondanti supporti clinici coinvolgendo psicoterapeuti, ricercatori della salute mentale, neurofisiologi. Oggi è considerato il trattamento evidence-based per il DSTP (Disturbo da Stress Post Traumatico), validato da più ricerche e pubblicazioni di qualunque altra psicoterapia nel campo del trauma. E’ approvato tra gli altri, dall’American Psychological Association (1998-2002), dall’American Psychiatric Association (2004), dall’International Society for Traumatic Stress Studies (2010), dall’Organizzazione Mondiale della Sanità nel 2013 e dal Ministero della salute nel 2003. Gli aspetti vincenti dell’EMDR sono la rapidità di intervento, efficacia e la possibilità di applicazione a persone di qualunque età, compresi i bambini.>>

Per approfondimenti visita il sito emdr.it